É quanto hanno stabilito le sezioni unite della Cassazione Civile con la sentenza del 22/09/2017

n° 22080

Questo il principio di diritto enucleato dalla S.C.:

“L’opposizione alla cartella di pagamento, emessa ai fini della riscossione di una sanzione amministrativa pecuniaria comminata per violazione del codice della strada, va proposta ai sensi del D.Lgs. 1 settembre 2011, n. 150, art. 7 e non nelle forme della opposizione alla esecuzione ex art. 615 cod. proc. civ., qualora la parte deduca che essa costituisce il primo atto con il quale è venuta a conoscenza della sanzione irrogata in ragione della nullità o dell’omissione della notificazione del processo verbale di accertamento della violazione del codice della strada. Il termine per la proponibilità del ricorso, a pena di inammissibilità, è quello di trenta giorni decorrente dalla data di notificazione della cartella di pagamento”.

Sotto un profilo più eminentemente tecnico, si può aggiungere che le Sezioni Unite, componendo un conflitto giurisprudenziale tra la Prima e la Terza Sezione, ha escluso che contro la cartella esattoriale possa utilizzarsi anche lo strumento dell’opposizione all’esecuzione, ex art. 615 c.p.c. (come affermava la Prima sezione), essendo quest’ultimo strumento destinato solo a far valere fatti modificativi e/o estintivi successivi al venire ad esistenza del titolo esecutivo (verbale non opposto) tra i quali non può annoversarsi la mancata o viziata notifica del verbale stesso, che costituisce, invece, fatto contestuale al venire in essere del titolo esecutivo (verbale) e va opposto con le stesse modalità cui si puo ricorrere avverso il verbale (terza sezione).

Avv. Francesco Cucci

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