Interessante sentenza del Tribunale Civile di Bologna la quale, inserendosi nel filone giurisprudenziale che da anni ha già riconosciuto in linea generale  anche al giudice amministrativo il potere di decidere sulle domande di risarcimento dei danni provocati dall’azione o dall’omissione della pubblica amministrazione, individua alcuni importanti criteri per determinare la competenza del giudice ordinario o di quello amministrativo (T.A.R.) in relazione alle azioni di risarcimento danni presentate dagli studenti (o dalle loro famiglie)  in caso di lesione dei diritti previsti in caso di DSA o per patologie che compromettano comunque l’apprendimento.

In estrema sintesi si può dire che:

a) se il PDP (Piano Didattico Personalizzato, obbligatorio per i DSA ai sensi delle linee guida allegate al D.M. Miur del 12 lugglio 201,  e per i portatori di disabilità, in base alla L. 104/92 e al DPR 24/2/94) non è stato adottato, si tratta di omissione di una corretta attività amministrativa, che lo studente ha l’interesse legittimo di attendersi; la competenza è del TAR, che istruisce e decide anche l’eventuale domanda di risarcimento danni;

b) se il PDP è stato adottato ma, in concreto, non è stato attuato per un comportamentp materiale omissivo, allora la competenza è del Tribunale civile ordinario, in quanto, dopo la sottoscrizione del PDP, in capo allo studente sorge un vero e proprio diritto soggettivo che viene leso dall’omissione di fatto compiuta dai docenti, a fronte del mero adempimento formalmente adottato dalla scuola.

Non risulta, comunque, immediatamente comprensibile, secondo il senso comune, la distinzione tra il danno alla salute arrecato ad un individuo da un medico del sistema sanitario nazionale o da un’intera struttura sanitaria – nel qual caso la competenza a decidere è della giurisdizione ordinaria – ed il danno alla salute (perché spesso i danni cagionati agli studenti DSA o disabili dalla mancata adozione delle misure compensative-dispensative previste nel PDP, sono di carattere psicologico) provocato da un insegnante o da un intero istituto scolastico, dove invece ci si deve rivolgere al TAR.

Avv. Francesco Cucci

Sentenza n. 2020/17 del Tribunale di Bologna

Pronunziata il 04/09/2017

Pubblicata il 18/09/2017

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