Autore: Avv. Nicola Pinto        

         Il fermo amministrativo ha una duplice natura: può derivare sia da una violazione delle norme del codice della strada, sia dal mancato pagamento dei tributi o di altri tipi di oneri patrimoniali dovuti all’Erario o ad altri enti pubblici.

         Il mancato pagamento di questi importi può “costare caro”.

         Le conseguenze del fermo amministrativo sono il blocco di uno o più beni mobili registrati, come ad esempio i veicoli di proprietà del soggetto debitore, fino a che non saranno recuperate le somme dovute.

         Il fermo amministrativo può essere effettuato direttamente dall’ente pubblico creditore o dal concessionario del servizio di riscossione del pagamento.

         Attenzione: il debitore fino a che non paga e non cancella il fermo, non può utilizzare il mezzo e può correre il rischio che lo stesso gli sia definitivamente “sottratto” a causa dell’eventuale pignoramento, con la successiva vendita all’asta. Inoltre lo stesso mezzo non può essere venduto e neppure rottamato.

          Come evitare il fermo del veicolo?

          Innanzitutto è possibile evitarlo se il debitore dimostra all’ente creditore (o al concessionario della riscossione) che l’autovettura gli serve per svolgere la propria attività professionale. Inoltre non sarà possibile effettuare il fermo amministrativo se il veicolo è cointestato.

          Altro punto da considerare è che il preavviso di fermo amministrativo deve essere notificato correttamente: diversamente, eventuali errori o addirittura mancate notifiche del preavviso, così come l’eventuale prescrizione del diritto sanzionatorio dell’Ente, potranno essere fatte valere avanti l’autorità giudiziaria competente, Commissione tributaria o Autorità giudiziaria ordinaria e quindi Giudice di Pace nel caso di importi non elevati, come ha precisato una recente sentenza della Cassazione a Sezioni Unite.

           Ritengo che l’effettiva conoscenza di tale provvedimento da parte del destinatario/debitore sia un elemento necessario ed imprescindibile, a pena di nullità della misura sanzionatoria, poiché verrebbe meno l’atto pregresso dell’intera procedura, con il rischio che l’ignaro debitore circoli con il veicolo nonostante l’avvenuta iscrizione del fermo amministrativo.

           Ma utilizzare un veicolo sottoposto a fermo può comportare delle ulteriori ripercussioni molto spiacevoli! Infatti l’articolo 214 comma 8 del Codice della strada prevede che chiunque circoli con veicoli sottoposti al fermo amministrativo è soggetto alla sanzione pecuniaria da euro 777 a euro 3.114. È disposta, inoltre, la confisca del veicolo.

          Se avete un dubbio è opportuno effettuare un controllo presso uno sportello del PRA, per verificare che il proprio veicolo non sia sottoposto a fermo amministrativo.

          Lo Studio Legale Cucci si rende disponibile ad esaminare eventuali casi al fine di verificare la possibilità di contestare la illegittimità e/o l’irregolarità della misura dianzi descritta, sia in ambito stragiudiziale che giudiziale.

 

 

Se ti trovi nella situazione descritta nell’articolo e necessiti di assistenza, puoi contattare lo Studio Legale Cucci, anche solo per un preventivo, ai seguenti recapiti:

Cell. 3713305150

Tel. 054156050

Fax: 0541 437280

email: info@studiolegalecucci.net

 

Puoi reperire la versione integrale dell’articolo dell’Avv. Nicola Pinto, concepita con taglio più tecnico, al seguente link:

https://drive.google.com/open?id=1WWj2g-ZIaccArx3nN75QCKS69EzccgKEvUsg5qAQRms

 

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