Lunedì 16 marzo 2020


La dichiarazione rilasciata in data odierna  (qui il testo https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9292411) dal presidente del Comitato Europeo per la Protezione dei Dati Personali, Andrea Jelinek, in relazione all’emergenza Coronavirus è alquanto interessante.

Emergono due aspetti che devono richiamare la nostra attenzione.

Primo: il chair dell’EDPB ci ricorda che trattare dati personali sanitari da parte sia delle autorità che dei datori di lavoro in epoca di Coronavirus può avvenire anche senza il consenso degli interessati, trovandoci esattamente in una delle circostanze, espressamente previste dal GDPR, in cui il trattamento può fondarsi su ragioni connesse alla tutela della salute pubblica o su interessi vitali dell’interessato.

Secondo: il trattamento della c.d. “geolocalizzazione” degli smartphone, invece, è illegittimo, a meno che:

  1. Non vi sia il consenso dell’interessato (cioè del proprietario dello smartphone geolocalizzato)
  2. I dati siano raccolti e trattati in maniera anonima;
  3. Qualora non fosse possibile trattarli in modo anonimo, sia in vigore una legislazione di emergenza a tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico che consenta di derogare a tale divieto.

In questo secondo caso, lo Stato membro che adotti una tale legislazione deve mettere in atto misure di salvaguardia idonee a tutelare i diritti delle persone, come, ad esempio, quella di garantire sempre agli interessati la possibilità di rivolgersi ad un giudice.

La mia domanda è:

perché il chair del Comitato Europero per la Protezione dei Dati Personali, nella propria dichiarazione sull’emergenza Coronavirus, oltre a trattare il tema dei dati sanitari, menziona il controllo della geolocalizzazione degli smartphone?

Il sospetto che alcuni stati (l’Italia come si pone?) stiano progettando (o già effettuando) un uso della geolocalizzazione per prevenire/punire le violazioni da parte dei cittadini delle disposizioni restrittive ed urgenti sugli spostamenti, sorge spontaneo!

Nel rispetto dei principi di correttezza e trasparenza che deve sempre presiedere il trattamento dei dati dei cittadini, non sarebbe male se qualcuno ci chiarisse.

Avv. Francesco Cucci

Photo by 🇨🇭 Claudio Schwarz | @purzlbaum on Unsplash

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